Storia della B-BS in Italia
Premessa
L’Analisi del Comportamento è una Scienza, come la fisica, la chimica o la
biologia. Come in ogni altra scienza, anche questa si propone di ottenere la previsione e il controllo del fenomeno naturale che ne costituisce l’oggetto: il comportamento umano. E come in ogni scienza, anche nell’Analisi del comportamento si sono progressivamente sviluppati ambiti specialistici e specifiche tecniche d’intervento da applicare in diversi contesti. Uno di questi contesti è quello della sicurezza sul lavoro, per il quale si è sviluppato un insieme di metodi e tecniche che prende il nome di Behavior-Based Safety (B-BS). l“Il protocollo di B-BS è l’applicazione della scienza del comportamento ai problemi del mondo reale” . In altre parole la B-BS sta all’Analisi del Comportamento come la terapia antiretrovirale dell’HIV sta alla medicina. “La bona pratica, dev'essere aedificata sovra la bona teoria” , diceva Leonardo da Vinci. E proprio nelle solide basi scientifiche e nel rigoroso rispetto delle leggi delle Behavioral Sciences risiede il primato di questo protocollo rispetto ai tanti approcci, orientamenti e standard di sicurezza a-scientifici, privi di solide prove di efficacia, che si propongono con alterne fortune al mondo degli utenti, cioè le imprese e ai diretti beneficiari, i lavoratori.
Lo sbarco in Italia
La prima applicazione dell’analisi del comportamento alla sicurezza industriale risale al 1978. E a realizzarla furono Komaki, Barwick e Scott: si trovarono ad applicare i principi della Behavior Analysis alla sicurezza industriale, principi che fino a quel momento avevano applicato alla produzione, alla vendita, alla qualità. L’esperimento andò a buon fine e fu pubblicato sul Journal of Applied Psycology.
Quest’anno Judi Komaki sarà uno degli ospiti principali del IV Congresso Europeo di B-BS a Venezia dal 14 al 16 aprile. Tout se tien, direbbero i francesi. La storia della B-BS in Italia è molto più recente e rimane legata comunque ai ricercatori e consulenti statunitensi che hanno divulgato il protocollo nel nostro paese. A cominciare da Beth Sulzar Azaroff con il suo intervento al 1° Congresso Internazionale dell’ABA (Association for Behavior Analysis),
Venezia, 2001 . In quell’occasione tuttavia il nostro Paese non si distinse per
partecipazione attiva all’evento, al punto che dei 240 partecipanti al convegno,
gli italiani furono soltanto una decina. (Continua)